LIBRI –

Il quindicesimo titolo della collana “Coltura&Cultura” presentato all’Università di Catania

Agrumi, dalla botanica al salutismo

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L’Italia è il quarto produttore al mondo di agrumi contribuendo alla ricchezza del nostro paese con un valore delle proprie produzioni, ai prezzi di base, di circa 1,4 miliardi di euro, rappresentando poco meno di un terzo della produzione di frutta.

In Italia gli agrumi godono di un’immagine di elevata valenza salutistica e va proprio al Belpaese il primato delle produzioni tipiche, con un totale di 12 denominazioni tra Dop e Igp. La Sicilia svolge il ruolo di leader nazionale con circa 95mila ha coltivati che rappresentano il 55,8% della superficie investita.

Un mondo vastissimo cui Bayer CropScience ha dedicato “Gli Agrumi”, quindicesimo libro della collana “Coltura&Cultura” presentato presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Catania. Il volume è stato redatto da 63 autori, sotto il coordinamento scientifico di Paolo Inglese e Eugenio Tribulato, docenti presso gli atenei di Palermo e Catania rispettivamente. Un lavoro che accanto al rigore scientifico è caratterizzato da curiosità, storia e vivacità dell’informazione.

«Un lavoro – ha dichiarato Tribulato – per trasmettere quanta ricerca e tecnologia stia dietro la variegata offerta di frutti freschi, di succhi e spremute, di prodotti alimentari, farmaceutici e cosmetici a base di agrumi». La chiave innovativa di questo testo è proprio quella di mettere insieme aspetti che solitamente non vengono affrontati contemporaneamente.

Otto sezioni che permettono di avere un quadro completo del mondo degli agrumi partendo dalla botanica, coltivazione, alimentazione, utilizzazione, mercato, per passare al paesaggio, ricerca, storia e arte.

Già dalla fine del ‘400 gli inglesi applicarono la tecnica usata per la cotognata portoghese agli agrumi. La moderna orange marmelade è invece attribuita agli scozzesi che, nel Settecento, inventarono una gelatina di arancia con pezzi di scorza da spalmare sul pane.

Dall’alimentazione al paesaggio, fortemente caratterizzato dalla presenza di queste stupende sempreverdi che hanno incantato i viaggiatori. Come ricorda Inglese, è una pianta così preziosa da essere sempre presente in un giardino, da dover essere protetta a tutti i costi, come nel tradizionale giardino pantesco. Un pieno di salute, come evidenziato nella sezione utilizzazione, per l’elevato contenuto in antiossidanti; un bicchiere al giorno di succo d’arancia rossa, infatti, garantisce una protezione antiradicalica ottimale dell’organismo. Caratteristiche legate strettamente al territorio, in particolare la Piana di Catania, una delle zone più calde d’Europa. La Piana ha una predisposizione naturale alla coltivazione degli agrumi e soprattutto degli aranci che, per il microclima tipico della zona danno arance rosse dal gusto, colore e proprietà salutistiche e vitaminiche unici al mondo. Il clima secco con forti escursioni di temperatura tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione, tra ottobre e dicembre, consente la produzione delle antocianine che sono alla base della colorazione rossa.

«Ogni agrume è stato testimone di epoche diverse e di grandi civiltà, protagonista delle arti e delle lettere, oltre che dei mercati e della gastronomia – ha aggiunto Inglese – per non parlare del contributo delle coltivazioni di aranci, limoni e clementine ai paesaggi italiani». Sono pregnanti della cultura italiana e siciliana, tanto che in dialetto siciliano “u jardinu” è l’agrumeto, luogo dove scienza e diletto si uniscono.

«È stato un piacere per noi di Bayer CropScience – ha affermato Paola Sidoti
, responsabile Business & marketing communications di Bayer CropScience in Italia – sostenere la realizzazione di quest’opera sugli agrumi, per i quali proponiamo prodotti chimici e biologici per la difesa integrata, in controtendenza con la riduzione degli agrofarmaci a disposizione degli agrumicoltori italiani. Il volume è uno strumento che coglie il vissuto positivo dei consumatori verso gli agrumi e che può contribuire a migliorare la capacità competitiva della produzione italiana».


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