DAI FRUTTETI PIEMONTESI –

Dalla sperimentazione alcune importanti raccomandazioni

La corretta gestione degli agrofarmaci nel noccioleto

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La superficie a nocciolo in Piemonte ha raggiunto 15mila ha e la crescita non accenna ad arrestarsi. La coltivazione è distribuita prevalentemente sulle colline del sud Piemonte. I noccioleti sono allo stesso tempo fonte di reddito e strumenti per preservare il territorio da frane e smottamenti. Ridurre e migliorare gli input esterni (es. i trattamenti con agrofarmaci) risponde alla necessità di gestire in modo accurato l’agroecosistema, ottenendo produzioni con standard qualitativi elevati.

Interventi fitosanitari efficaci
 
Molti sono i fattori che influenzano la buona riuscita di un trattamento: il prodotto impiegato, le dosi e tempistica, il tipo di avversità da combattere, le condizioni ambientali, la qualità della distribuzione e molto importante la riduzione dei rischi aziendali. Fornire utili indicazioni su quali siano i punti chiave da considerare prima di eseguire un trattamento in noccioleto costituisce lo scopo della sperimentazione in corso, condotta in collaborazione tra Creso e Disafa-Ulf Meccanica dell’Università di Torino. L’attività si è focalizzata sulla conoscenza del volume fogliare della pianta – TRV (Tree Row Volume) – calcolato per tipologia di noccioleto al fine di ottimizzare il volume d’acqua distribuito.

Diverse tipologie di noccioleto
 
Il nocciolo, a differenza di altre piante da frutto allevate in parete, presenta dimensioni importanti della chioma (fino a 4,5 – 6 m in altezza e 5,5 m di larghezza in piante adulte). Il flusso di distribuzione deve passare attraverso 2,5 – 3 metri di chioma per depositare il prodotto nella parte interna e apicale della pianta. La distribuzione è stata studiata in tre situazioni a diverso TRV: – Noccioleti adulti (>7 anni) potati (potatura energica meccanica o manuale) (impianti in produzione dall’8° anno in poi); – Noccioleti in allevamento (fino al 7° anno di età) potati; – Noccioleti adulti (>7 anni) non potati (impianti in produzione nei quali non si sono fatti interventi energici di potatura manuale o meccanica) – situazione testimone. Il volume d’acqua normalmente consigliato è di 1.000 l/ha, ma nelle prove riportate in tabella 1 si è voluto adattare il volume distribuito al volume fogliare delle piante – TRV (m3/ha), adeguando anche la velocità di avanzamento della trattrice e quella dell’aria erogata dalla ventola per garantire il massimo deposito del prodotto sul bersaglio. Per piante con altezza media compresa tra 3,5 e 4,5 m, nelle aree collinari, è adeguata una velocità di avanzamento di 4 km/h, mentre per regolare la velocità dell’aria erogata è possibile agire o sul numero di giri della presa di forza o sul rapporto di trasmissione della ventola.

Aziende con vigneto e frutteto

Nelle aree di media e bassa collina, molte aziende coltivano noccioleto e vigneto in zone attigue ed è consuetudine impiegare un’unica irroratrice (fig. 1) per l’esecuzione dei trattamenti su entrambe le colture. Tuttavia questo tipo di macchine mostrano alcune criticità, legate al sottodimensionamento della ventola, rispetto alla chioma delle piante di nocciolo. Con chiome alte 4 m, larghe 3,5m e interfila di 6 m, si può arrivare ad una copertura non sufficiente del bersaglio con una riduzione di deposito fino al 50% particolarmente evidente sulla chioma e nella parte interna del cespuglio rispetto all’impiego di un’irroratrice trainata da frutteto con ventilatore assiale di portata adeguata (figura 2). Per garantire un deposito sul bersaglio il più possibile uniforme, impiegando attrezzature “da vigneto”, occorre che ci sia scarsa vegetazione (prime fasi vegetative) o ci si trovi in presenza di piante basse (fino a 3 m di altezza).

Le indicazioni da seguire

Dalla sperimentazione in corso sono scaturite le prime raccomandazioni per la corretta distribuzione degli agrofarmaci sul nocciolo. – Gli agrofarmaci devono raggiungere in modo omogeneo tutte le parti della chioma. In questo modo si ottimizza l’efficacia della sostanza attiva contro le avversità e si riducono le perdite per colatura o deriva, con evidenti benefici economici ed ambientali. – L’obbiettivo del punto precedente si raggiunge attraverso la corretta taratura delle irroratrici e la regolazione dei profili di distribuzione in funzione del volume fogliare. – Incrementi sia di volume di distribuzione, sia della portata e velocità dell’aria non si traducono in aumenti significativi del deposito sul bersaglio. – Le irroratrici da vigneto ‘adattate’ all’impiego in noccioleto, a causa delle ridotte dimensioni e delle caratteristiche tecniche del ventilatore (aspirazione unica), non sono in grado di garantire un’omogenea copertura del bersaglio, soprattutto alle maggiori altezze ed internamente alla vegetazione particolarmente fitta durante i mesi estivi. L’adeguamento dei profili di distribuzione della macchina irroratrice permetterà infine di definire in modo preciso il volume della miscela da utilizzare in corileti adeguatamente potati.

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