Linee gustative differenziate: le scelte in Emilia-Romagna

La contemporanea presenza sul mercato di cultivar molto simili dal punto di vista estetico, ma differenziate per quanto riguarda il sapore e la tipologia di polpa, rischia di creare confusione nel consumatore finale e probabile disaffezione verso il prodotto. Utile la creazione di linee omogenee e prolungate nel tempo. Si fanno strada diverse nuove varietà selezionate in Romagna, la maggior parte di sapore dolce e con bassa acidità.


gusto

L’innovazione di prodotto rappresenta, anche per il pesco, uno strumento per disporre di frutti in grado di imporsi sul mercato ed apportare vantaggi ai vari attori della filiera, fornendo adeguate risposte alle richieste del consumatore finale. Numerose sono le novità che annualmente vengono proposte al mercato vivaistico e produttivo dal miglioramento genetico sia pubblico che privato, con difficoltà crescenti circa la capacità di comprendere in tempi relativamente brevi una scelta motivata in relazione sia agli aspetti agronomici (produttività e rusticità, caratteristiche organolettiche del frutto), sia a quelli del post-raccolta (“shelf life”).

L’attività di valutazione e sperimentazione delle novità vegetali è coordinata in Italia dal progetto ministeriale “Convar”. A questo progetto, per l’Emilia-Romagna collabora il Crpv di Cesena i cui campi sperimentali sono gestiti dall’azienda sperimentale Astra-Innovazione e Sviluppo attraverso finanziamenti regionali e compartecipazione in progetti extra-regionali. Queste attività sono funzionali all’aggiornamento delle Liste nazionali di orientamento varietale dei fruttiferi e del Disciplinare di Produzione Integrata regionale (DPI).

La presenza di differenti tipologie di frutto e di sapore è stata recepita dal Disciplinare di Produzione Integrata della Regione Emilia-Romagna dove, da alcuni anni, le cultivar consigliate vengono suddivise per linea gustativa, allo scopo di sensibilizzare tutti gli attori della filiera verso questa necessaria distinzione di prodotto; si possono individuare, quindi, fondamentalmente, cultivar consigliate per una linea a “gusto tradizionale” ed una a “gusto dolce”, sia per pesche sia per nettarine; esulano da questa classificazione le pesche bianche, le percoche e la tipologia a frutto piatto, anche se probabilmente nel prossimo futuro anche su questa verrà preso in considerazione il criterio di classificazione appena menzionato.

 

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 7-8/2016 L’Edicola di Frutticoltura


Pubblica un commento