Percoche precoci: c’è ancora interesse tra i peschicoltori della Basilicata

Un prodotto tradizionale per mercati di nicchia


percoche

La coltivazione delle percoche in Basilicata, come in tutte le regioni meridionali, ha riscosso sempre un certo interesse tra i peschicoltori grazie al particolare gradimento che i mercati locali riservano a questa tipologia di pesche, che nel resto del contesto nazionale sono perlopiù destinate alla trasformazione in sciroppati.
La coltura è oggi in fase stazionaria o in moderata espansione; gli impianti ammontano a circa 200 ettari (stime); la produzione, in mancanza di alcuna forma associazionistica, viene collocata sui mercati locali o su quelli del Meridione ad opera di commercianti più o meno specializzati. La richiesta di prodotto, a maturazione tardiva o molto tardiva, è tuttora buona; i prezzi spuntati dagli agricoltori sono però molto variabili, risentendo dello scarso potere contrattuale della singola azienda. Il prodotto destinato al mercato fresco gode mediamente di un buono standard qualitativo.
In tale situazione, nel Metapontino è forte l’interesse di introdurre nuove varietà che consentano di anticipare il calendario di commercializzazione attualmente tutto basato su varietà medio-tardive. Difatti, la maggior parte delle varietà si colloca a cavallo tra la fase precoce ed intermedia. Nella fase precocissima sono state introdotte due varietà, Jonia ed Egea, buone per produttività e sapore dei frutti, ma con forte tendenza allo “scatolato” (frutti internamente aperti, con nocciolo spaccato, talora fessurati anche al peduncolo) e con pezzatura modesta. Successivamente, dopo un lungo spazio vacante di circa due settimane, matura Federica, di buona produttività, mentre chiudono questa fase Tirrenia e Romea, interessanti per produttività e caratteristiche organolettiche.
Nella fase di maturazione intermedia nei campi ci sono poche varietà coltivate che afferiscono alla serie Babygold; le altre varietà valutate come Villa Adriana, Loadel e Villa Doria sono interessanti per produttività e caratteristiche pomologiche. Lo stesso discorso vale per le vecchie Carson, interessante per le caratteristiche organolettiche, Bowen e Andross, entrambe interessanti per caratteristiche pomologiche e produttività. Il calendario si chiude con Babygold 9, valida per aspetti organolettici e le rese.

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