Serbia e Romania: quali prospettive di espansione colturale?

Paesi emergenti, costi produttivi vantaggiosi, aggiornamento varietale e tecnico-agronomico, consumi in potenziale incremento: partono da qui le basi per una fragolicoltura europea che domani potrebbe guardare a Est molto più di oggi.


Romania

Dal 2010 al 2015 la produzione di fragole in Serbia si è attestata su circa 37.000 t, ottenute da una superficie di 7.000 ha. Le favorevoli condizioni ambientali che si registrano in molte aree consentono di avere la produzione da aprile, nelle aree di pianura, fino a luglio nelle aree di montagna di alta quota. Le principali aree fragolicole sono situate nei dintorni di Belgrado, nella Serbia centrale e meridionale, nella regione di Macˇva e nella provincia di Vojvodina. Ciò che rende difficile una rapida diffusione della coltura è la frammentazione delle aree coltivate. Vi sono, infatti, solo poche aziende fragolicole di ampie dimensioni, concentrate vicino a Šabac e Valjevo, che coprono ciascuna più di 10 ha.
I frutti prodotti sono per la maggior parte destinati al mercato fresco nazionale e solo in piccola parte vengono destinati all’industria di trasformazione. Solo 2.000-3.000 t di prodotto fresco sono destinate all’esportazione in Russia e nei Paesi confinanti.
Le varietà
L’introduzione di nuove cultivar ottenute da vari organismi pubblici e privati localizzati in Italia, Olanda, Francia e Inghilterra ha creato un grande assortimento nella produzione fragolicola della Serbia. Dal 2005 la cultivar italiana Clery risulta dominante grazie all’epoca di maturazione precoce, all’ottima qualità del frutto e all’alta adattabilità ai diversi sistemi colturali, sia per la produzione di stagione, sia per quella fuori stagione (incluso le colture in fuori-suolo sotto grandi tunnel). Negli ultimi 7 anni vi è stata la diffusione di altre varietà unifere italiane: Alba, Asia, Arosa, Antea e Roxana. Più recentemente, sono state introdotte e si stanno tuttora diffondendo le varietà Joly e Brilla dall’Italia, Sonata, Figaro, Salsa, Rumba dall’Olanda e Daroyal dalla Francia.
Tra le cultivar adatte alla trasformazione industriale prevale ancora Senga Sengana per le eccellenti qualità del frutto. Attualmente sono allo studio due nuove cultivar, Rubino e Deep Ruby, ottenute dal CIV di Ferrara, allo scopo di individuare una potenziale alternativa a Senga Sengana.
In alternativa alle cultivar unifere c’è grande interesse per le cultivar rifiorenti (Elsinore, Irma, Albion, Diamante, ecc.), che producono frutti di alta qualità per diversi mesi all’anno allungando così il calendario di raccolta fino all’autunno. Precedenti studi varietali condotti in Serbia hanno evidenziato Elsinore migliore in termini di produzione a confronto di Diamante (2,02 contro 1,68 kg/pianta). Entrambe le cultivar saggiate sono risultate pienamente adatte alla produzione di fragole fuori stagione.
Materiale di propagazione
Le piante frigoconservate utilizzate nei fragoleti sono principalmente importate da Italia e Olanda. Negli ultimi anni le piantine sono anche ottenute negli interfilari dei fragoleti realizzati con le piante certificate importate. Le principali ragioni che hanno portato a questo modo scorretto di produrre le piante sono dovute alla mancanza di regolamentazione e ai prezzi troppo elevati per l’acquisto di piante di alta qualità che i produttori non sono in grado di sostenere. I fragoleti realizzati con materiale autoprodotto nei sentieri fra le file sono piuttosto scadenti, con piante che presentano apparato radicale poco sviluppato e sono ad alto rischio per infezioni di antracnosi. Questo tipo di materiale può ridurre drasticamente le rese produttive e il potenziale profitto dei fragoleti.
Tecniche colturali
La maggior parte della produzione fragolicola è ottenuta in pieno campo (più del 90%). La coltura protetta con tunnel di piccole o grandi dimensioni, coperti con film plastico, o sotto serra, risulta attualmente poco diffusa (circa il 5-10%), ma in via di sviluppo.
Il sistema di coltivazione a file binate su prode rialzate ricoperte con pacciamatura di film plastico nero si sta lentamente diffondendo e sta fornendo produzioni più elevate. Le prode sono alte da 15 a 20 cm, larghe 80 cm, con distanza dai centri delle file di 150 cm. Le piante di fragola distano 30 cm sulla fila e 30 cm fra le file, con una densità di piantagione di circa 40.000 piante/ha.
La coltura in generale è biennale e l’impianto viene costituito in estate (da inizio luglio a metà agosto). Il primo periodo di raccolta inizia ai primi di maggio e si protrae per circa 4 settimane. Usando varietà sia precoci che tardive, il periodo di raccolta complessivo può durare da 5 a 6 settimane. Terminata la raccolta, viene rimosso tutto l’apparato fogliare per ridurre i rischi di infezioni da malattie e per tenere sotto controllo i parassiti; successivamente l’impianto viene preparato e mantenuto per la stagione successiva.
È stato osservato che alcune cultivar molto vigorose se coltivate a fila doppia (specialmente nel secondo anno di produzione) sono facilmente soggette ad infezioni di Botrytis cinerea a causa della insufficiente circolazione dell’aria e della mancanza di luce. Per questo motivo le cultivar più vigorose come Roxana, Joly, Alba, Brilla e Capri, che hanno un alto potenziale produttivo, sono allo studio in coltivazione a fila singola su prode rialzate. Questo sistema permette un investimento per ettaro di 41-43.000 piante.
Stanno lentamente aumentando i fragoleti sotto tunnel bassi o semi-alti, in particolare vicino alle grandi città, con l’obiettivo di anticipare il periodo di maturazione e di arrivare prima sul mercato. Sotto i tunnel le fragole sono coltivate su due file realizzate su prode rialzate coperte con film di PE. Uno dei motivi per cui si protegge la coltura è per salvaguardare la qualità dei frutti in conseguenza di sfavorevoli condizioni climatiche che si possono registrare in alcune annate.
Tuttavia, poiché i frutti di fragola sono sempre più richiesti anche nel periodo fuori stagione e i prezzi di mercato sono sensibilmente più elevati, i produttori sono interessati anche ad adottare tecniche di coltivazione fuori suolo in serra o grandi tunnel. Alcuni produttori utilizzano per le coltivazioni fuori suolo diversi tipi di contenitori o sacchi riempiti con substrato che favoriscono una piantagione programmata. Questo permette di avere una prima fruttificazione già dopo 50-60 giorni dall’impianto (produzione autunnale). Successivamente la raccolta principale si ottiene l’anno seguente nel periodo aprile-maggio (produzione primaverile), dopo di che le piante vengono rimosse.
In prospettiva
Al fine di aumentare la produzione di fragole in Serbia è necessario disporre di cultivar adatte agli ambienti colturali posti a diverse altitudini, con la possibilità di prolungare la raccolta per alcuni mesi. Si potrebbero ridurre i rischi di produzione e aumentare la redditività aumentando i volumi produttivi avendo un prodotto continuo in base alle richieste di mercato, applicando diversi sistemi di coltivazione in coltura protetta e in pieno campo. Inoltre, la disponibilità di impianti di stoccaggio a freddo per la conservazione dei frutti sarà di fondamentale importanza per salvaguardare la qualità, oltre agli standard imposti per l’imballaggio, in particolare nel caso di esportazione di frutti freschi.
Romania
In Romania l’introduzione della coltura della fragola è avvenuta dopo la seconda guerra mondiale, con lo sviluppo della frutticoltura. Tuttavia, fino al 1960 la coltura è stata abbastanza occasionale (piccoli appezzamenti per il consumo familiare). Successivamente la coltura si è rapidamente affermata raggiungendo circa 5.000 ettari dopo il 1965; sono andati aumentando fino a circa 8.000 ettari negli anni 1970-‘90. Dopo il 1996 le superfici coltivate a fragola sono costantemente diminuite attestandosi ai circa 2.500 ettari attuali (Fig. 1).
Le aree di produzione sono localizzate a Nord-Ovest (nelle contee di Satu Mare e Bihor), a Sud (nelle contee di Valcea, Gorj, Dolj, Arges, Giurgiu) e in minor misura a Est (nelle contee di Iasi e Vrancea) (Tab.1; Fig.2). L’area di coltivazione più importante è quella di Nord-Ovest dove sono coltivati circa 1.400 ettari in pieno campo con una produzione media di 8-15 t/ha.
Le varietà
In Romania le prime varietà coltivate sono state Brandenburg, Deutsch Evern, Aramis, Mieze Schindler. Negli anni 1960-‘62 questo assortimento è stato ampliato con le varietà Madame Moutot, Profusion, Talisman. Dopo il 1980 lo standard varietale è stato ulteriormente implementato con l’introduzione delle varietà Senga Sengana, Redgauntlet, Gorella, Fresno, Pochahontas, Sunrise e Regina.
Il programma di miglioramento genetico della fragola ha avuto inizio nel 1956 presso l’Istituto Orticolo Cluj-Napoca e dopo il 1980 questo programma è evoluto in un programma nazionale condotto presso l’Istituto di Ricerca per la Frutticoltura di Pitesti e l’Istituto di Ricerca per la Frutticoltura di Satu Mare. Attualmente, il programma di miglioramento genetico della fragola viene portato avanti solo presso l’Istituto di Pitesti. Finora sono state licenziate e introdotte 13 nuove varietà autoctone: Premial, Coral, Real, Magic, Raˇzvan, Saˇtmaˇrean, Safir, Ralu, Delicios, Viva, Mara e Floral. Attualmente le varietà più coltivate sono Premial e Magic (70%), seguite da Elsanta. Negli ultimi anni i fragolicoltori hanno iniziato a coltivare le cultivar italiane Alba e Marmolada. In piccoli appezzamenti si possono trovare anche Joly, Clery e Albion.
Materiale di propagazione
Per la costituzione dei nuovi impianti in genere vengono utilizzate piante fresche sia a radice nuda, sia cime radicate, raccolte da vivai effettuati con piante di categorie Pre-base e Base. La produzione di stoloni certificati viene eseguita da produttori autorizzati che seguono un processo di certificazione. Lo stato fitosanitario del materiale è certificato da programmi ufficiali, comprovanti che tutte le fasi della filiera avvengono sotto controllo, al fine di evitare qualsiasi infezione da agenti patogeni, in particolare per quanto riguarda le malattie virali e fungine. Ultimamente alcune aziende rumene hanno importato da altri Paesi produttori (Italia, Spagna, Olanda) piante frigoconservate per essere principalmente utilizzate per la coltura annuale.
Tecnica colturale
La Romania è caratterizzata da un clima continentale. La coltura della fragola, soprattutto in campo aperto, ha in genere un ciclo pluriennale (2-3 anni). La coltivazione in pieno campo è il sistema più diffuso, si tende a mantenere la coltura fino a 3 anni, al fine di ridurre i costi di produzione. Gli stoloni vengono indirizzati lungo la fila per assicurare la formazione di una aiuola fruttifera, con un aumento del numero di piante, e tra le file si utilizza la pacciamatura di paglia. Per la coltura di 1-2 anni si utilizza come pacciamatura il film plastico. Per questo tipo di coltura è necessario partire da piantagioni con una più alta densità di impianto.
Per la coltura pluriennale si possono avere due epoche di piantagione, una in autunno, a fine settembre, e una in primavera, ai primi di aprile. Nel sistema di coltivazione pluriennale, con piantagione sia autunnale che primaverile, il primo anno dopo la piantagione non si ha la produzione, bensì un anno di sviluppo e la preparazione per la stagione successiva.
La cultura protetta, annuale e localizzata soprattutto nel Sud del Paese, vicino alle grandi città, è poco diffusa in Romania; vengono utilizzati mini tunnel, ma anche tunnel di grandi dimensioni. La coltivazione in serre in vetro riscaldate non è diffusa per gli elevati costi, in quanto il trasporto di frutti provenienti da Paesi del Sud Europa da febbraio (Spagna, Grecia, Italia) è economicamente più vantaggioso rispetto al costo di energia per il riscaldamento delle serre rumene.
In prospettiva
Le aziende fragolicole in Romania sono di piccole dimensioni (0,2-0,5 ha) e principalmente a conduzione familiare, ma ci sono anche aziende, più grandi di 4-5 ha, dotate di sistemi di refrigerazione. Per i prossimi anni, fino al 2020, la Romania rientra in un progetto europeo che stanzia specifici fondi per la costituzione di nuovi impianti frutticoli e si spera che questi finanziamenti servano a rivitalizzare la coltura della fragola. La dimensione minima delle aziende per poter usufruire di tali investimenti è di 2,4 ettari.


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