Sistemi integrati per ottimizzare la gestione sostenibile del frutteto

Innovazioni tecnologiche, monitoraggi, gestione guidata degli interventi nel frutteto, nuove introduzioni genetiche: la ricerca scientifica mondiale si è incontrata a Bologna in occasione del Simposio Ishs “Integrating Canopy, Rootstock and Environmental Physiology in Orchard Systems” per discutere di frutticoltura e dello stadio di avanzamento delle conoscenze.


frutteto

Bologna ha ospitato nel periodo 28 agosto -2 settembre 2016 l’undicesima edizione del Simposio internazionale dell’Ishs, organizzato dal prof. Corelli Grappadelli, che ha riunito i gruppi di lavoro che si occupano di “Gestione dei frutteti, portinnesti e fisiologia ambientale”. Il programma si è svolto attraverso contributi orali e poster, un’escursione giornaliera in campo e la celebrazione dei risultati scientifici ottenuti dal prof. Silviero Sansavini, Professore Emerito dell’Università di Bologna, socio dell’Ishs e suo Presidente dal 1994 al 1998. Il programma non ha trattato solo le classiche specie della fascia temperata, ma alcuni interventi hanno riguardato anche specie sub-tropicali e tropicali.
L’incremento demografico della popolazione sfida l’agricoltura moderna a trovare nuovi metodi e tecnologie per aumentare la qualità e la quantità delle produzioni frutticole (e non solo). I partecipanti del simposio hanno portato molti temi relativi alla produzione frutticola, passando dai classici studi fisiologici a programmi informatici che descrivono la crescita dell’albero e la produzione dello stesso basati, ad esempio, su variabili climatiche.
Gestione dell’albero
Nella sessione denominata “Training and architecture”, la modellazione (in termini informatici) della crescita dell’albero può aiutare ad avere un frutteto più efficiente. Sono state presentate simulazioni che prevedevano la forma finale della pianta, l’assimilazione dei carboidrati e la distribuzione in classi dei frutti; i modelli esistenti si concentrano su pesco e mandorlo. Interventi dedicati alla macadamia e al mango hanno fatto capire quanto si sappia poco riguardo a queste specie e di come ci sia bisogno di approfondire la loro fisiologia vegeto-produttiva.
L’obiettivo dei nuovi sistemi frutticoli per melo, pero e altre specie è quello di accrescere le produzioni e la scelta delle cultivar e delle loro forma di allevamento sono di fondamentale importanza quando si progettano i sesti di impianto in un nuovo frutteto. L’intercettazione luminosa viene considerata di primaria importanza e le tecniche di potatura vi giocano un ruolo fondamentale. Per il controllo della vigoria, la manipolazione dello xilema, ma anche la rimozione delle gemme, possono essere considerate soluzioni valide per razionalizzare le tecniche di potatura. Nella sessione dedicata a queste tematiche (“Light management and pruning”) gli interventi che hanno riguardato la meccanizzazione e l’automazione della potatura hanno prevalso su quelli tradizionali, dimostrando una costante evoluzione della materia. I modelli per ora sono concentrati su specie con architettura “semplice”, come può essere la vite, dove è più facile gestire le potature, anche se si sta lavorando su specie più complesse come il melo.

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 12/2016 L’Edicola di Frutticoltura


Pubblica un commento