OSSERVATORIO IN CAMPO –

In Puglia rese basse, ma prezzi giù del 25-30% per le prime uve con semi

Uva da tavola, domanda fiacca

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Rese inferiori del 20-25% rispetto al 2013, qualità buona, prezzi franco partenza intorno a 1 €/kg, in calo del 25-30%: sono i primi dati della campagna di commercializzazione dell’uva da tavola in Puglia, partita in ritardo di 10 giorni e già condizionata da una domanda povera di entusiasmo, così come li fotografa Giacomo Suglia, titolare della Ermes snc, 30 ha a Noicàttaro (Ba), e presidente dell’Associazione produttori esportatori ortofrutticoli pugliesi (Apeo) che associa il 75-80% dell’offerta regionale.

«I prezzi delle prime uve con semi che stiamo inviando alla grande distribuzione organizzata e, in minima quantità, ai mercati generali, dall’inizio di luglio la Black Magic verso l’Italia settentrionale, la Germania e l’Austria, e dal 7-10 luglio la Victoria in tutta l’Europa e, con qualche container, nei paesi arabi, dovrebbero farci ben sperare, ma vanno presi con cautela. Innanzitutto sono i primi, quindi non rappresentativi dell’intera campagna, lunga e ricca di incognite. E comunque non sono eccellenti, l’anno scorso veleggiavano intorno a 1,30-1,50 €/kg e anche oltre. E soprattutto latita il fervore che ha sempre pervaso la domanda, anche nel 2013 sia pure meno degli anni precedenti».

Teoricamente ci sono tutte le condizioni oggettive per una buona campagna commerciale, afferma Suglia. «L’offerta più bassa della media, a causa di rese ridotte dall’inverno tiepido, che ha impedito il pieno soddisfacimento del fabbisogno in freddo e limitato la fruttificazione delle gemme, e della primavera piovosa, e la qualità buona farebbero sperare in prezzi alti e remunerativi. Eppure i prezzi delle prime varietà, in sé più che discreti, sono bassi rispetto al 2013. Purtroppo la domanda è fiacca, i consumatori, in Italia e dovunque in Europa, sono restii a spendere, comprano il minimo, attendono le promozioni. Il peso della crisi economica sui consumi si fa sentire, eccome! E sui paesi extraeuropei, che pagano in dollari, pesa l’attuale supervalutazione della divisa americana contro l’euro».

A poche settimane dall’inizio della campagna è prematuro, per Suglia, andare oltre nei giudizi, «vedremo quello che accadrà ad agosto e settembre, quando arriveranno sul mercato non solo il pieno della nostra offerta, ma anche quella della Sicilia e dei principali paesi concorrenti, Grecia e Spagna. Posso solo anticipare che la qualità delle varietà Italia, Red Globe e M. Palieri è adesso più che eccellente. Come pure quella delle uve apirene, sempre più presenti nel nostro paniere d’offerta. L’anno scorso i prezzi dell’uva da tavola di ottima qualità si assestarono intorno a 1 €/kg o poco meno, quest’anno temiamo che scendano sotto l’euro. Confidiamo tuttavia proprio nella qualità delle nostre uve, che non è solo organolettica, ma anche fitosanitaria, nel rispetto sia delle norme italiane e comunitarie sia delle regole più restrittive imposte dalla gdo europea, come viatico per spuntare prezzi più alti».

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